lunedì 12 dicembre 2011

Bakemonogatari: lettori mp3 scassati & metafore profonde

Prima di procedere con l'articolo, sento il bisogno di fare un annuncio:
Gentili signori della Kiwie, spero sinceramente nel fallimento della vostra società e vi invito cortesemente affanculo, voi e i vostri lettori mp3 dimmerda, fatti con la cartapesta e tenuti insieme con lo sputo. Ficcateveli tutti (mi vogliate perdonare il turpiloquio) su pel culo. Di piatto.
Chiuso il volgare (e strettamente necessario) preambolo, mi accingo a scrivere questa personalissima recensione che deve essere presa come LA PAROLA DI DIO.


Come in Katanagatari, anche in Bakemonogatari i dialoghi fanno da padrone, ma qui la logorrea regna decisamente meno e  la storia è, sostanzialmente, un passo avanti.
Ambientato nel moderno giappone, il protagonista è tale Koyomi Araragi, classico protagonista liceale un pò sfigato, ma con una bella differenza dalla stragrande maggioranza degli anime: è un vero cinico.

E se non avesse quel ciuffetto emo sarebbe anche simpatico

Araragi è inoltre un grande pessimista... e odia avere problemi. Il guaio è che i problemi si divertono a perseguitarlo (la fortuna è cieca ma la sfiga sa dove colpire). Infatti, poco prima dell'inizio della serie, durante la Golden Week, il nostro diventa un vampiro. Tale avvenimento, tra l'altro, è "riassunto" (ma anche no) all'inizio del primo episodio, dando vita ad una delle sequenze più esaltanti mai viste nella storia dell'animazione:

46 secondi di pura esaltazione scimmiesca

Tornato tuttavia umano sempre poco prima dell'inizio della serie (si vedranno i dettagli su questi avvenimenti nel recentemente annunciato film prequel Kizumonogatari), i guai non finiscono per lui. Prendendo al volo una ragazza "caduta" dalle scale (tra le virgolette mettete pure "precipitata") si accorge che è priva di peso.


No, è ancora più stronza di come sembra

Incontra così Hitagi Senjougahara, probabilmente la miglior protagonista femminile mai vista in una serie animata (e forse anche oltre). Inizia così la serie, di 15 episodi da 25 minuti l'uno, divisa in cinque archi narrativi, che vedrà Araragi alle prese con una ragazza diversa in ogni arco (con l'eccezione della quasi sempre presente Senjougahara), ognuna afflitta da un tormento causato dal proprio "mostro" (da qui il titolo, che in giapponese suona pressappoco come "racconti di mostri").


Per quanto i casi vengano fondamentalmente risolti da Oshino (esperto di esoterismo, senzatetto e unico personaggio maschile nella serie oltre il protagonista), toccherà ad Araragi affrontare di volta in volta la psiche e i traumi delle ragazze, in quanto i mostri, a conti fatti, sono una metafora delle sofferenze umane: dai ricordi insopportabili, la sopportazione, i sensi di colpa, la figura dei genitori (i "totem" di Freud), l'angoscia, i maltrattamenti, i desideri sessuali repressi, fino alla solitudine ed altri stati d'animo negativi; Bakemonogatari si gioca tutto sullo svisceramento della psiche delle vittime e ne esce vincitore, sapendo offrire storie dal sapore amaro e intimista, e tutta la struttura è retta da un allegria di fondo, che nasce spontaneamente dai dialoghi, senza sfociare sempre nelle gag (che sono comunque esilaranti).


 La veste grafica è sontuosa e fluida, concedendosi scene di combattimento (molto sporadiche) PAZZESCHE. L'unica nota grafica dolente è la scarsa cura per certi dettagli, problema risolto nella magnifica versione Blu-Ray. Il sonoro è fantastico e le musiche semplicemente stupende: d'atmosfera, sanno coinvolgere e non sono mai invasive; menzione speciale per le sigle, che raramente trovo apprezzabili negli anime, mentre in questo caso abbiamo un'opening molto orecchiabile (Staple Stable) e un ending semplicemente incantevole (Kimi no shiranai monogatari).

Vogliate perdonare i sottotitoli spagnoli

Il problema più grosso di Bakemonogatari è la fruibilità: vengono utilizzati giochi di parole e modi di dire giapponesi che hanno come perno la combinazione di ideogrammi (certi mostri si basano proprio sulla multi-comprensione di particolari caratteri), e per avere una piena comprensione degli eventi bisogna avere un pò di pazienza per capire il costrutto linguistico. Non lo ritengo tuttavia un problema insormontabile, considerato soprattutto che Bakemonogatari è una perla unica nel suo genere.
Nessun dubbio, 9.0/10 di valutazione generale, aggiungete pure mezzo punto se amate le storie folli e introspettive (tante grazie a NISIOISIN, autore della light novel da cui lo studio Shaft ha tratto l'anime).


Granchio, lumaca, scimmia, serpente e gatto.

2 commenti:

  1. Bene, aggiungiamo anche questo alla lista degli anime da guardare sotto l'albero! Prevedo delle vacanze molto casalinghe e ciò è cosa buona e giusta!

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